“1000 km di tempo e di spazio per evadere da una realtà abitudinaria e un po monotona…”

 

Maurizio Alfieri – Mercoledi 7 Giugno 2017

Giro della sicilia in bici lungo tutto il suo perimetro. 9 giorni in totale con tappe da 120 Km al giorno circa.

Partenza Castel di Tusa (ME) – direzione ME


Eccomi arrivato alla partenza!!Saranno 9 giorni molto duri già lo so…ma non posso capirlo con certezza fin quando non sentirò il dolore tipico delle tossine accumulate nei muscoli delle gambe. Solo a quel punto potrò capire QUANTO duro potrà essere questo viaggio.

In molti mi chiedono il perchè di questa decisione…e a molti ho semplicemente risposto “e perche no?
In realtà sono molte le motivazioni che mi hanno spinto ad affrontare questa avventura, una tra tutte, se non forse la principale, è che AMO LA MIA TERRA. E questo viaggio vuole forse in parte essere un omaggio a questo splendido territorio che è la Sicilia…e mi sembrava riduttivo limitarmi a farlo in macchina piuttosto che in treno o in moto…voglio che sia un viaggio indelebile, che si fissi nella mia labile memoria per tutto il tempo necessario.

Per questo motivo ho scelto di farlo in bicicletta, anche perchè pratico il ciclismo amatoriale da un po di anni e sono abbastanza allenato. Solo cosi infatti riuscirò a fissare bene nella mia mente ogni singolo chilometro e a ricordare i profumi, gli aromi e la suggestione dei paesaggi che da sempre circoscrivono il mio mondo.

 

1000 km di tempo e di spazio per evadere da una realtà abitudinaria e un po monotona, per avere altri stimoli nella vita che non siano sempre “i soliti”…per allontanarmi da tutto ciò che da tempo mi circonda e, a volte, mi opprime….1000 Km per cercare di ritrovare me stesso o per riconoscere ed ammettere che quel “me stesso” non esiste più e che bisogna in un modo o in un altro…voltare pagina!”


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TRAGITTO COMPLETO E DETTAGLIATO CON RESOCONTO GIORNALIERO:

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* I dislivelli reali li potete visualizzare sulla relativa attività del mio profilo…strava tende ad esagerarli un pelino.

PRIMA TAPPA: 

Castel di Tusa – Barcellona P.G.  – Alloggio Casa del Pino – Distanza circa 112 Km

Partenza sotto la pioggia.

Ore 7:30: Non poteva iniziare meglio questa avventura! Fortuna che dopo una ventina di km il cielo della Sicilia si è aperto mostrandosi in tutto il suo splendore di Giugno.

Passato S. Stefano di Camastra (il paese delle ceramiche), la giornata si prospetta buona e con una temperatura ideale. Dopo aver percorso circa 60 km sulla statale 113 incontro una coppia di ciclisti che mi affiancano e mi offrono la loro scia. Io non mollo e gli sto dietro nonostante i 20 kg in più tra borse e borsettine. Uno di loro, Basilio, si ferma con me più del previsto ed io, che peraltro devo ancora fare la prima sosta, gli propongo di fermarci a Patti a prendere qualcosa. Lui è molto gentile e vorrebbe offrirmi la pizza con le patate che ho adocchiato ma io sono più convincente e alla fine pago. Mi accompagnerà fino ai piedi della salita del Santuario del Tindari da cui si espande una visuale magnifica e mi darà molti consigli utili per il bilanciamento della mia attrezzatura e sulla stabilità della bici.

L’incontro è stato piacevole ma breve. Proseguo per la mia strada ma mi imbatto nel primo ostacolo: asfalto caldo! Il primo tratto che incontro si avvinghia ai miei copertoni come una fidanzata gelosa e rischia di squagliarne la gomma. Questa situazione si presenterà altre 5 volte…ma non mi ferma!

Proseguendo faccio una breve sosta a Furnari da un fruttivendolo che gentilmente mi offre una banana. Da li in poi mancheranno una ventina di km alla mia meta che raggiungo con relativa facilità alle 13 in punto!

Ore 13:30: Mi fermo a mangiare in una specie di panificio allargato chiamato “u Funnu” in cui apprezzo la varietà di cibo che mi si presenta davanti agli occhi. Sarà che sono affamato ma divoro sarde a beccafico, verdure lesse, funghi e un pasticcio con spinaci e ricotta il tutto accompagnato da abbondante pane integrale..

Imposto il GPS per arrivare al mio alloggio “Casa del pino“, appartamento immenso e a poco prezzo. La ragazza è gentile e mi fa entrare anche la bici dentro casa senza problemi. Doccia, lavaggio del completino e degli accessori e riposo fino a pomeriggio.

Ore 17:30: esco a comprare un pacco di tagliatelle all’uovo da 250 Gr. con pesto ai funghi porcini come condimento che già mi viene fame!!!

Ore 20:00: Li divoro!

Ore 23:00: Consulto la prossima tappa e cerco di addormentarmi cercando di non odiare il cane del vicino.

SECONDA TAPPA: 

Barcellona P.G. – Letojanni  – Alloggio Sant’Antonino – Distanza circa 108 Km

Una partenza in difficoltà!

Ore 07:30: Stabilisco un pessimo rapporto col mio Gps tanto che mi innervosisco e lo spengo. Proseguo “come facevano gli antichi” (diciamo qui in Sicilia), chiedendo a destra e a manca informazioni e funziona alla perfezione! Dopo aver fatto colazione nel bar con la giusta direzione per proseguire con biscottino al cacao, cornetto alla marmellata e succo d’arancia locale, mi incammino verso la mia meta: Letojanni.

Ore 08:15: Do i primi colpi di pedale e dopo 2 ore ho già percorso 45 km e mi avvicino a Messina. Durante questo tratto mi sorpassano due ciclisti salutandomi e dando per scontato che non li avrei seguiti, ma io non mollo (incoscienza pura)!! Aumento il ritmo perchè…perchè un ciclista lo sa il perchè! Comunque loro si sorprendono di come riesco a sostenere il ritmo veloce che stanno imponendo (38 Kmh), ma io mi sento bene e continuo cosi (pagherò in seguito questa scelta). Ci separiamo tra i consueti “In bocca al lupo” e “Stai attento alle macchine“.

Ore 11:30: Entro nella città dei semafori perennemente rossi di Messina e, non lo nego, l’ho odiata profondamente. Dopo aver fatto una prova col Gps ed averla fallita di nuovo causa 800 Mt. di salita in più al 7% che mi ha proposto la voce femminile odiosa della signora dentro al mio telefono, decido che il mio rapporto coi satelliti per oggi è concluso!

Mi fermo a Ganzirri a cibarmi per la prima volta da quando sono partito. C’è caldo. oltre 30°! Riparto con una tacca di energia in più che non guasta. Dopo altri infiniti semafori lascio la SS113 e proseguo direzione Catania imboccando la SS114. Compro una bottiglia d’acqua in un paese di cui non ricordo il  nome e mi informo se la direzione è corretta. Mi dicono di si, di andare sempre dritto.

Ore 13:00: Mi trovo a 7 Km o poco più dalla mia meta quando incontro una salita di un paio di Km con pendenza media del 6,1 % e punte massime del 12%. A questo punto capisco che quei ciclisti avrei dovuto lasciarli andare e continuare col mio passo. Cercavo continuamente di cambiare rapporto e di mettere il più agile possibile ma era già quello, innestato ad inizio salita. Non ne avevo altri. Stringo i denti e alla fine scollino ed arrivo dopo molti “mangia e bevi” a destinazione.

Ore 14:00: L’alloggio Sant’antonino insomma….piccolo, scarno, tv difettosa e minuscola e senza acqua in camera, ma pulito e col wi-fi (almeno quello).

Ore 14:30: Solite faccende di casa e poi esco a mangiare da “Flamingo” un piatto di pasta “alla Turiddu” ed una insalata verde; come dessert ci stava la cameriera….e vabbè!

Ore 15:30: Torno nella mia umile, ma proprio umile dimora pagata non con altrettanta umiltà di prezzo, e mi riposo.

Ore 20:00: Tornerò dalla camer….da Flamingo per una pizza! Carboidrati! Domani sarà una tappa dura.

 

TERZA TAPPA: 

Letojanni – Siracusa – Alloggio Freedom – Distanza circa 122 Km

Dormo male!

Ore 06:00: Mi sveglio prima col pensiero della tappa di oggi perche presumo sia abbastanza dura. Più tardi confermerò la mia ipotesi. Parto alle ore 07.00 in punto con tanto mal di gambe. Me la faccio “in agilità” per cercare di sciogliere i muscoli ma in prossimità di Taormina incontro la prima difficoltà altimetrica: Una salita al 7 % di quasi 1,5 km. La supero senza aver ancora mangiato nulla (non c’era la colazione inclusa a Letojanni), quindi priorità a qualche bar per metter su carburante! Finita la colazione proseguo fino ad entrare in provincia di CT e li sono dolori! Credo di aver fatto circa 15 km di salita al 4 % di media ed in alcuni tratti anche con pavimentazione in ciottolato che in una bici da corsa con portapacchi ed un peso di 20 Kg non è proprio il massimo.

Ore 09:20: Mi fermo non so dove per un altro cornetto ed un caffè ed il tipo del bar mi consiglia di entrare la bici dentro perchè dice che è pericoloso lasciarla all’esterno. Continuo scoraggiato fino a Catania dove mi inerpico per una decina di km in una tangenziale trafficatissima e sempre in salita per poi rendermi conto che portava solo ai caselli dell’autostrada! Maledicendomi in più lingue, chiedo informazioni ad un po di persone e mi consigliano tutti di andare verso “il cimitero” aggiungendo che “è tutto in discesa“. Dopo vari gesti scaramantici che non sto qui a dirvi…trovo il cimitero e proseguo per la statale in direzione Siracusa che peraltro è la mia destinazione di oggi. Da li in poi si alzerà un vento contrario che non mi abbandonerà più. Procedo a 28 kmh in discesa e a 14 in salita. Peggio di cosi solo….il cimitero!

Ore 10:40: Mi fermo a quota 75 esimo km del mio ciclocomputer ed una signora dalla forma romboidale e dalla strana ed ambigua espressione mi prepara un panino con melanzane grigliate e formaggio indefinito. Ne consumo metà subito e l’altra metà lo metto nelle tasche posteriori della maglia. Mi servirà dopo.

Ore 12:20: Procedo con molta lentezza causa continue salite e vento contrario.

Ore 13:15: Stremato, mi fermo per ricaricare l’acqua ad un rifornimento e con la scusa prendo il primo gel. sono a circa 7 km da Siracusa e scorgo un locale, “la triglia d’oro” in cui il lavora il cameriere Giovanni, il quale mi fa entrare con mio immenso piacere anche la bici dentro. Mangio un primo allo scoglio, ringrazio e riparto.

Ore 15:00: Arrivo a destinazione. Il B&B  Freedom si trova ad un Km dall’isola di Ortigia. Il ragazzo, Angelo è gentile e mi fa usare il suo Pc per passare i dati video dalla memoria della videocamera all’unica memoria usb che ho portato in modo cosi da avere di nuovo tutto lo spazio disponibile per registrare.

Il posto è pulitissimo con una Tv finalmente funzionante e decente e col climatizzatore in camera.

Ore 18:30: Mi avventuro a piedi ad Ortigia (non posso non andare), in cerca di una farmacia per cercare qualche degno integratore salino e per cenare.

QUARTA TAPPA: 

Siracusa – Casuzze (Marina di Ragusa) – Alloggio La Mansarda Stellata – Distanza circa 120 Km

Mi sento in forma!

Ore 07:30: Partenza da Siracusa senza problemi grazie ad Angelo di Freedom che dopo un ottima colazione mi indica la strada da seguire. Finalmente discesa! 2o Km di leggero falsopiano mi facilitano il risveglio muscolare. Incontro strada facendo il “Signor Scia” (cosi l’ho denominato in merito alla sua stazza), un omone di oltre 100 kg in MTB che nonostante il peso viaggia a 26 kmh; decido di fare amicizia per ovvie ragioni. Incontro anche una coppia sarda che sta ultimando il proprio tour e promettiamo di rivederci  quando farò il giro della Sardegna.

Ore 10:00: Ho gia fatto una 50 di Km e sono diretto a Marzamemi, meta consigliatami da alcune amiche. Il tutto mi costa una ventina di Km in più ed una salita bella tosta di 2 km sulla tabella di marcia….ma ne valeva la pena! Soprattutto perche a Marzamemi incontro Mario, triatleta che sta ritornando a Marina di RagusaIo devo alloggiare li! Che culo!! Gli propongo cosi se può indicarmi la strada e gli dico che se il suo ritmo sarà sostenibile allora lo seguirò fino alla fine, altrimenti mi saranno bastate le sue indicazioni. Credo che la velocità media sia stata sui 30 kmh per circa 50 km! E non è poco dato il mio bagaglio, infatti ricevo i suoi complimenti per il mio grado di forma ed io ringrazio lui per aver “tirato” davanti tutto il tempo (ma non poteva essere altrimenti). Gli offro il caffè a Cava D’Aliga dove mi fermo per mangiare un piatto di pennette al tonno.

Ore 12:30: Ho gia fatto 100 km. Sono in largo anticipo! Con tutta calma finisco di mangiare e alle 13:30 riparto. Mancano 15 km a M. di Ragusa e 17 per Casuzze , posto in cui alloggerò alla “Mansarda stellata“.

Ore 14:20: Arrivo a M.di ragusa e mi perdo ad ammirare la bellezza delle sue spiagge e l’incantevole viavai nel suo immenso lungomare. Lungomare che ha una stupenda e nuovissima pista ciclabile a due corsie che ovviamente sfrutto per arrivare, dopo innumerevoli foto, a destinazione. La signora Nina mi aspetta davanti casa ed io rimango ben impressionato dal posto che mi ospiterà stasera. Solite faccende domestiche e poi riposo fino alle 18 e 30.

Ore 19:20: Esco a bere una birra. Non c’è molto da vedere a casuzze, l’unica alternativa è a M. di ragusa ma è a 2 km e sinceramente a piedi non me la sento e la bici non la prendo di sicuro. Mangio un insalata verde, una fetta di pollo alla griglia ed un antipasto di formaggio e vado a nanna dopo aver controllato e lucidato la bici.

 

QUINTA TAPPA: 

Casuzze (Marina di Ragusa) – Villaggio Mosè – Alloggio B&B Cannatello – Distanza circa 117 Km

Mi sveglio in forma!

Prevedo un gran caldo perchè alle 07:00 di mattina il mio Bryton segna già 26 C°. Con facilità trovo la via che mi permette di imboccare la Sp direzione “Scoglitti“. La raggiungo dopo circa 20 km attraversando una stradina quasi desolata e tipicamente siciliana (fiori ovunque). Arrivato a Scoglitti vengo indirizzato verso la SP31 ( Scoglitti – Gela).

Ore 09:45: Raggiungo la Sp31 e mi fermo a mangiare un maxi cornetto e a ricaricare l’acqua. Mi immetto nella SS115 e vengo raggiunto da un gruppo di ciclisti di Gela  ed uno in  particolare (spero si veda dal video) somiglia al comico Cacioppo anche nel modo di parlare (Cacioppo è originario di Gela appunto). Per 5 km mi accompagnerà parlandomi dei suoi problemi lavorativi allo stabilimento petrolchimico di Gela e del fatto che domani inizierà a lavorare altrove dopo 2 anni di inattività e di cassa integrazione. Lo saluto e proseguo da Gela in direzione Licata per altri 40 km.

Ore 11:00: Verrò ripreso dal gruppo ASD pedale Licatese che mi aveva visto a Scoglitti 3 ore prima. Mi accompagneranno fino all’ingresso di Licata e mi offriranno pure il caffè. Foto di rito, ringraziamenti e proseguo in direzione Agrigento.

Ore 12:00: Rimpiango di non aver mangiato al bar di Licata perche da li a Villaggio Mosè (la mia destinazione) ho incontrato soltanto un area di servizio e pure chiusa. Con la paura di trovarmi in una crisi di fame, rallento un po l’andatura e mi stabilizzo con un ritmo cardiaco più consono a quelle condizioni. Sono 40 Km davvero interminabili ed in più resi difficili da alcune salite importanti che mi si presentano a 10 km dall’arrivo.

Ore 13:00: Stringo i denti all’ultima salita; ormai vedo il paese in lontananza (il primo dopo tanti km). Mi fermo alla “Cambusa” e ordino bruschette ed un risotto gambero e pomodorino, un po troppo salato ma con la fame che avevo non mi è importato molto. Imposto il Gps per arrivare al B&B Cannatello e con sorpresa scopro di essere a 600 mt dalla struttura. Angelo è simpatico e disponibile e scopro anche che abbiamo amici in comune a Castel di Tusa (il mio paese). Comunque il posto è davvero bello ed il bagno davvero grande e con un box doccia notevole tanto che non volevo più uscirne. Solite faccende di casa e mi distendo per recuperare.

Ore 19:00: Esco. Cosa c’è da veder a Villaggio Mosè nell’arco di mezzo chilometro?? Euronics! Passo circa 40 minuti dentro guardando tutto, ma proprio tutto e cercando di arrivare ad un orario decente per andare a mangiare una pizza.

Ore 19:50: Entro in una pizzeria sotto casa ed ordino una verde ed una pizza. Finisco e decido di salire in camera la bici per maggior sicurezza (stavolta siamo al 2° piano). Cerco di individuare il rumorino che sento da un paio di uscite mentre pedalo ma non lo identifico. Cosi vado per tentativi e metto dell’olio nell’incrocio dei raggi della ruota posteriore perchè penso possa essere quella la causa.

 

SESTA TAPPA: 

Villaggio Mosè – Triscina – Alloggio B&B Casa Domy – Distanza circa 112 Km

Mi sento relativamente bene!

Il rumore che sentivo è sparito. Ho fatto bene i conti. Confortante! faccio colazione al “Rio bar“, incluso nella prenotazione e parto direzione Realmonte. Rimango estasiato al passaggio a fianco alla Valle dei Templi di Agrigento. La strada è ben asfaltata e la SS115 è abbastanza larga anche se quei fastidiosissimi camion che mi passano vicino fanno sobbalzare me e la mia bici e devo aggrapparmi forte al manubrio per non cadere.

Mi fermo dopo Siculiana in un autogrill, mangio un panino e mi rifornisco di acqua. Proseguo con andatura tranquilla fino ad una decina di km da Sciacca dove mi raggiungono un gruppo di 3 ciclisti di cui uno in MTB. Facciamo amicizia e mi propongono di fare una deviazione per Sciacca perchè per loro ne vale la pena (e poi allungherei solo 7/8km). Accetto la proposta.

Ore 10:45: Ci fermiamo per la foto di rito e per ammirare il panorama dalla piazza principale e ci salutiamo. Rimane solo Giuseppe che farà una parte di tragitto con me e poi mi indicherà la strada per proseguire. Nei pressi di una rotonda sento un rumore che proviene dalla mia bici. Li per li ho pensato fossero le vibrazioni dovute alla strada un po dissestata e quindi proseguo insieme a Giuseppe per un altro km. A quel punto inizio a perdere pezzi, chiavi a brugola, cacciaviti, etc. Mi fermo e realizzo che il rumore di prima era dovuto alla caduta per le forti vibrazioni del tappo della borraccia portattrezzi che ho esattamente posizionato dietro alla sella e sopra il borsone. Giuseppe si propone di tornare e vedere se lo ritrova integro ma purtroppo ritorna con brutte notizie. Rotto! A quel punto mi regala la sua di borraccia! Con un misto di stupore e felicità lo ringrazio infinite volte e rimango stupefatto dal rispetto che esiste in questo splendido sport che è il ciclismo.

Non appena rimango da solo inizia un calvario. Si alza improvvisamente un forte vento di scirocco che mi fa barcollare (vedi video). In più la strada non è eccezionale ed è veramente isolata e con continui saliscendi.

Ore 13:20: Arrivo sfinito non dalla stanchezza ma dalla spossatezza psico-fisica dovuta alla paura di arrivare “a secco” (come peraltro è accaduto) ed in condizioni di leggera disidratazione. Trovo un chiosco e mi fiondo dentro una bottiglia d’acqua da 2lt. Mangio un panino ed arrivo a destinazione (Casa Domy).

L’appartamento è tutto per me e Domenico e sua madre mi mettono subito a mio agio. Tra l’altro scopro con piacevole sorpresa che sono il primo in assoluto ad entrare in questo appartamento come ospite pagante.

Solite pulizie e mi curco (Mi distendo).

Ore 19:30: Esco a strafogarmi di birra. La forte disidratazione (la forte scusa piuttosto) mi ha fatto venire la voglia di berne almeno 3! Quindi mi dirigo nuovamente in quel chioschetto. Passeggiando per arrivarvi, nel frattempo chiedo info su dove mangiare bene ed un signore mi indirizza ” Al piano bar“; ci vado ma la cena non mi entusiasma molto: Troppe cozze!!!

Ore 21:40: Torno a casa, preparo le borse e penso all’itinerario di domani.

SETTIMA TAPPA: 

Triscina – Custonaci – Alloggio La Pergola – Distanza circa 100 Km

Ore 05:45:

Mi sveglio perchè qualcuno mi sta prendendo a schiaffi. Ci vogliono 2 minuti per capire che quel qualcuno ero io. Maledetta zanzara! Sistemo le borse sulla bici e vado a fare colazione con due cornetti alla marmellata in un bar vicino. Chiedo le mie solite informazioni per la direzione e mi indicano di proseguire lungo la litoranea che mi indirizzerà verso Mazara del Vallo passando però prima da altri paesi.

In uno di questi paesi (Tre fontane), vedo in lontananza dei cani randagi enormi i quali vedendomi arrivare mi puntano e mi inseguono. Credo di essere arrivato ai 53 kmh in pianura (e menomale che era pianura) per cercare di sfuggire a morte certa. Questo sprint a 6 km di distanza dalla partenza e dai 2 cornetti non aiuta i miei quadricipiti che un po si irrigidiscono. Cerco di scioglierli nei seguenti 20 km in leggere discesa fino a Mazara del Vallo in cui mi fermo in un punto panoramico per fare qualche foto.

Procedo spedito alla media di 33 kmh fino a quando arrivo al centro di Mazara, in cui foro la ruota anteriore. La mia terra mi assiste facendomi “il regalo” della prima foratura in pieno centro abitato. Cambio la camera d’aria e già che sono li chiedo dove posso trovare un centro bici. Ci arrivo e do una controllata generale alla pressione delle gomme. Compro anche un’altra camera d’aria e 2 bombolette Co2 con relativo rubinetto per essere più rapidi nel gonfiaggio in caso di emergenze come questa.

Ore 11:00: Decido di recuperare il tempo perduto (poco più di mezz’ora) e accelero fino a Marsala a 35 orari. Decido di non entrare in paese e di proseguire sulla SS115. Incontro Tabaccaro, Granatello, Paceco ed infine arrivo a Trapani ed inizio a perdermi.

Ore 12:00: Riesco ad imboccare la via giusta verso la mia destinazione di oggi: Custonaci. Mancano 18 Km e già so che l’arrivo sarà in salita, ma di salite non ne vedo fino a 2 km prima del paese e li comprendo che sarà durissima. Da 0 a 190 mt in 1,9 km. Pendenza media del 7 % e punte del 12%.

Ore 13:00: Arrivo stracotto ma forunatamente c’è Francesco (il gestore de “La pergola“) che mi vede in lontananza e mi offre gentilmente un bicchier d’acqua. Il posto è bellissimo!

Ore 14:00: Dopo aver fatto le solite robe mi rimane ancora da nutrirmi. Francesco mi ha consigliato un bar a 100 Mt dal posto ma ovviamente è chiuso. Allora inizia il mio inferno pomeridiano. 2Km a piedi (andata in discesa ma ritorno…indovinate un po!) per trovare un bar aperto a quell’ora. Tornando a casa mi devo fare un altra doccia. Sono stremato. Questo sforzo sento che lo pagherò domani. Fortunatamente al bar mi sono informato su alcune pizzerie che offrono il servizio a domicilio, quindi stasera non dovrò uscire di casa per procacciarmi la cena.

Ore 20:00: Incontro Giuseppe. Un operaio che lavora qui a Custonaci ma è di Catania. E’ molto disponibile e premuroso e facciamo subito amicizia. Ordino una pizza e mi aspetta per mangiare insieme.

Ore 22:00: Crollo!

OTTAVA TAPPA: 

Custonaci – Bagheria – Alloggio Casa di mia zia!:) – Distanza circa 115 Km

Ore 06:00: Trovo Giuseppe che prepara la colazione.

Francesco al tavolo che scherza con lui. Non sono molto in forma ma l’ambiente giocoso e soprattutto i cornetti della colazione mi alzano subito il morale.

Ore 07:00: Parto da Custonaci. I primi 5 km ovviamente in discesa ma poi….sbaaaaaam!! 9 km di salita costante al 4 %. Poi discesa velocissima e poi di nuovo salita. Già mi sento provato ma la stanchezza passa del tutto quando arrivo a Castellammare del GolfoUno scorcio mozzafiato mi fa tornare le energie…e anche il cornetto integrale servito dalla bella cameriera del bar.

Decido di proseguire per la SS187 e passare cosi da Alcamo Marina, Balestrate, Cinisi, Carini e Isola delle Femmine, in cui ho bei ricordi con i miei nonni che non ci sono più. Coast to Coast!

Ore 11:30: Arrivo all’inferno di Palermo. Odio le città trafficate. Figuratevi che ho perso 1 ora solo per uscire dalla città ed imboccare la direzione giusta verso Bagheria, la mia destinazione. Ed ero in bici!!!!

Ore 12:30: Mancano 20 Km a Bagheria dove alloggerò a casa di mia zia Adele e non dovrò andare alla ricerca di qualche ristorante o altro per mangiare! Insomma….non dovrò preoccuparmi di molte cose.

Solo un giorno mi separa dalla fine di questa mezza follia e sono veramente fiero di me e di ciò che sto facendo.

Ore 15:00: Con la scusa del PC a disposizione (ringrazio i miei cuginetti Veronica e Francesco per la gentile concessione), scarico tutti i dati video dalla action cam e li riguardo con entusiasmo. Metto tutto in una chiavetta usb e mi distendo….sono già le 19:30.

Ore 20:30: Ceno con pollo sfilettato, pasta, mozzarelline, insalate e chi più ne ha più ne metta (la zia è la zia) e vado subito a letto perchè la tappa di oggi è stata abbastanza dura! Penso a quella di domani di soli 84 km e mi addormento rilassato e felice.

NONA TAPPA: 

Bagheria – Castel di Tusa – Alloggio Casa mia!!!:) – Distanza circa 84 Km

Mi sono deconcentrato!

Tutte queste attenzioni a cui non sono più abituato da 8 giorni mi hanno un attimo allontanato dall’obiettivo. Non è ancora finita! Anche se la tappa è più breve devo rimanere concentrato.

Ore 08:00: Parto abbastanza tardi per i motivi di cui vi parlavo (addirittura stavo per dimenticare le borracce). Prendo un ritmo un po sostenuto per i miei gusti fin da subito. Voglio recuperare la partenza in ritardo. Poi ci ripenso quando arrivo nei pressi di Altavilla Milicia e del panorama che mi si apre davanti agli occhi nei pressi della Torre Normanna. Comincio a pensare esattamente questo: “Ma..possibile che abito ad appena 70 km da questo angolo di paradiso in terra e non ne conoscevo l’esistenza??”

Ebbene Si! Cerchiamo di trovare altrove meraviglie e luoghi che ci aprano la mente e l’anima, andiamo in culo al mondo per cercare la pace e la serenità…ed abbiamo tutto questo a pochi km da casa!

Ore 10:00: Incontro Rosario, un autista di bus di Palermo che mi accompagnerà fino a Termini Imerese.

Girando la Sicilia ho visto di tutto. Desolazione e aridità, campi a perdita d’occhio, serre fino ai confini della vista, strade sinuose, panorami trascendentali. Ma quando sono ritornato nelle MIE strade, quelle che conosco e che percorro giornalmente in bici per allenarmi, ho visto tutto sotto un altra luce, ho guardato ogni cosa con molta più concentrazione e più in profondità rispetto a prima. Mi sono emozionato quando ho imboccato la salita dell’ex valtur nei pressi di Finale di pollina  oppure quando in lontananza riuscivo a scorgere quella meraviglia del mio paese che risplendeva alla luce del sole di Giugno.

Queste sono le cose per cui vale la pena vivere.

Arrivo intorno alle 12:30….il mio giro è finito!

 

CONCLUSIONI:

L’ho sognato, L’ho desiderato, L’ho fatto!

E’ stata un esperienza unica e rara, un ricordo che rimarrà impresso per sempre nella mia testa e nel mio cuore come un tatuaggio…..solo che lo vedo solo io.

La decisione di partire in solitario ha suscitato non poche polemiche e apprensioni. Gli aggettivi con cui sono stato definito in questi 9 giorni da amici, conoscenti, ciclisti e persone a cui ho chiesto informazioni per le direzioni sono: Coraggioso e pazzo. Ed io rispondo loro adesso: Se non provi a scalare una montagna, non rischierai mai di cadere. Ma vivere tutta una vita a terra non ti procurerà mai nè piaceri nè gioie.

 

STATISTICHE:

  • Dislivello complessivo = 6671 Mt. (da Gps Bryton no strava)
  • Chilometri percorsi = 989,4 Km (da Gps Bryton no strava)
  • Velocità media = 22,30 kmh (da Gps Bryton no strava)
  • Calorie bruciate = 24.225 (da Gps Bryton no strava)
  • Giorni totali = 9
  • Ore totali in sella = 44
  • Forature = 1 (Ruota anteriore)
  • Frequenza Cardiaca Media = 124 bpm  (da Gps Bryton no strava)
  • Frequenza Cardiaca Max = 185 Bpm (da Gps Bryton no strava)

 

GALLERIA FOTOGRAFICA:

Tutti i commenti

  1. Avatar

    grande viaggio! piacerebbe anche a me! Hai mica i tracciati per il gps?
    grazie mille!

    Reply
    1. Maurizio Alfieri

      Scusami raffaello, ma se clicchi sulla foto del percorso ti apre la pagina di strava con tutto il tracciato!

      Reply
  2. Avatar

    Che spettacolo! Ieri ho cercato su internet “giro della Sicilia in bici” ed ecco la tua fantastica esperienza! Mi sono “inserita” nel mondo del ciclismo da quasi 6 mesi (soltanto) e forse pensare di progettare “pazzie” del genere è proprio conseguenza dell’entusiasmo iniziale che, a dire il vero, spero di conservare tale e quale nel tempo… Anche perché mi sono innamorata di questo sport che è diventato dipendenza per me! Mi sa che tornerò a chiedere info! Intanto complimenti! 😉

    Reply
    1. Maustakkio

      Ciao Melinda! Intanto ti seguo anch’io su strava da adesso! Grazie per le belle parole! Ti posso dire che il ciclismo provoca dipendenza è vero..ed è una dipendenza assolutamente positiva! Per quanto riguarda il discorso “pazzie”, ti auguro davvero di farne moltissime! Ne vale la pena fidati! Quando vuoi chiedi pure qualsiasi cosa. Ciaooo

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  3. Avatar

    ciao. innanzitutto complimenti . sto valutando l’idea di farlo pure io. a fine maggio oppure settembre. quello che volevo chiedreti il xché della scelta in senso orario e non antiorario. una curiosita grazie

    Reply
    1. Maustakkio

      Ciao Roberto…scusa il ritardo della risposta ma sono stato immerso nel lavoro!
      La scelta è stata soprattutto basata su una statistica dei venti principali in Sicilia. Ho calcolato che in percentuale nel periodo di Giugno nella sicilia settentrionale i venti principali spirano soprattutto da Ovest e da nord Ovest (ad eccezione delle giornate di Scirocco). Quindi ho preferito averlo alle spalle nelle prime uscite…e mi è andata bene. Se dovessi rifarlo lo rifarei allo stesso modo…anche basandomi sulle altimetrie dei percorsi che in questo senso (orario) sono minori.

      Se posso fare altro per te scrivimi pure!

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  4. Avatar

    Sei tt noi. E credo proprio che questa sia un esperienza che ricorderai x tt la vita. B proseguimento

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    1. Maustakkio

      Grazie!! Spero di portarla a termine. Sono concentrato per questo adesso!

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    1. Maustakkio

      Grazie Franz! Vedrò di fare del mio meglio..e soprattutto di tornare a casa!!

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14 commenti in questo articolo

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